San Benedetto da Norcia: il Patrono d’Europa.

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Simbolo di Norcia, città che gli diede i natali, San Benedetto è stata una delle personalità più rapprresentative del monachesimo, fondatore di numerosi conventi ed abbazie, figura cardine del rinnovamento culturale europeo. Oggi ne ripercorreremo la vita, rivivendone i momenti salienti.

Da Norcia a Montecassino, passando per Subiaco.

Benedetto  nacque a Norcia nel 480 da una famiglia romana molto agiata, e a Roma si recò per intrapendere il suo persorso di studi, come molti rampolli dell’epoca. L’Impero Romano d’Occidente era caduto, la città era precipitata in una crisi profonda (non solo sociale, ma anche morale) e la aspettava un periodo tutt’altro che roseo.

Il giovane decise allora di ritirarsi nella valle del fiume Aniene, nei pressi della cittadina di Subiaco dove, a dispetto della sua volontà di condurre una vita eremitica, molti discepoli si riunirono intorno a lui, attratti dalla sua fama di santità. Venne fondata una vera e propria colonia monastica, formata da 12 piccoli conventi, ognuno abitato da 12 monaci (il riferimento ai 12 discepoli di Cristo non è affatto casuale).

Benedetto, personaggio estremamente carismatico, insieme all’ammirazione di tanta gente, attirò anche molta invidia, e si vide costretto a lasciare Subiaco insieme ai suoi discepoli più fedeli, trasferendosi nel 529 a Cassino sulla cui altura (tra le antiche rovine di un’acropoli romana) fondò la celeberrima abazzia di Montecassino, dove scrisse l’altrettanto famosa Regola.

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Ora et Labora: una vera e propria regola di vita.

Benedetto nel 540 compose la sua Regola, un vero e proprio testamento spirituale destinato ai suoi monaci e a quelli a venire, un documento che può essere a tutti gli effetti considerato come l’atto di fondazione dell’Ordine Benedettino.

In pratica la regola è una sintesi del Vangelo, che combina disciplina e umanità, volta ad organizzare fin nei minimi particolari la vita dei monaci, basata su due cardini fondamentali:

  • L’obbligo di risiedere tutta la vita nello stesso monastero.
  • La buona condotta morale, basata sull’obbedienza assoluta all’abate che, invece che come capo, è visto come un “padre amoroso” (abba in siriaco vuol dire appunto padre).

E padre amoroso si rivelò San Benedetto, primo abate di Montecassino, che guidò con risolutezza e affetto i suoi monaci nella vita quotidiana, rigorosamente scandita da momenti di preghiera alternati a momenti di lavoro. Il famosissimo motto “Ora et Labora” (prega e lavora) è tuttora il vessillo dei monaci benedettini.

San Benedetto da Norcia morì nella sua abbazia il 21 marzo del 547, e fu sepolto insieme a sua sorella Scolastica (santa anch’essa), morta 40 giorni prima.

Questo grande personaggio, che tanto fece per rinnovare non solo il monachesimo, ma un mondo che dopo la fine dell’Impero Romano e le invasioni barbariche era caduto in uno stato di profonda prostrazione, il 24 ottobre del 1964 fu proclamato patrono d’Europa.

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